

PULIZIE DI PRIMAVERA So che non sarebbe ancora la stagione,che questo sole oltrechè freddo potrebbe rivelarsi assai illusorio,ma l'inverno è stato talmente anticipato ed esasperante che la voglia di cambiare si è manifestata ben prima del suo ciclo naturale. Le pulizie di primavera sono iniziate,e non è inusuale vedermi fare su e giù con grandi sacchi,soprattutto carta,chè la polvere alla fine occupa meno spazio e si riesce a farne stare in quantità maggiore in un sacchetto. Pulizie di primavera anche personali,per ritrovare quelle amicizie ricoperte dalla polvere,per scoprire che dentro certi rapporti personali non ci stai più,come un pantalone di una taglia troppo piccola,e forse è il caso di lasciarli perdere o,al limite,lasciarli riposare in armadio in attesa di tornare cicci o che la moda faccia il suo corso. E quel maglione che pensavi potesse ancora essere utile ora ti sembra semplicemente sintetico,troppo largo,con una tinta strana,e finisce nel sacco nero a darlo ai poveri,esattamente come certe amicizie troppo idealizzate che mi fanno riaprire il sacco nero e magari schiacciare un po' gli abiti perchè lo avevo già colmato. Pulizie per prepararmi a quello che potrebbe essere,personalmente,un anno senza mezzi termini,dove poter trovare felicità o purga,senza troppi spazi per un anno medio, senza neppure troppa voglia di un anno medio.
postato da: PhantomLord alle ore 07:27 | My Site | commenti (1) |permalink|TUTTI IN DIFESA Sabato è stata una di quelle giornate strane,in cui finisci per fare qualcosa che non ti era più consono da anni e anni. Li rivedo bene io i sabati sera dai 19 ai 24,quelli a base di pub e soprattutto bowling,quelli dove lasciavi tutti i soldi del weekend tra una partita ai videogiochi e tre ore tra ping pong e calciobalilla. Ecco,prima del Grande Trasloco (che poi fu sostanzialmente il cambio di compagnia,cambio esagerando di 800 metri),quello era il mio sabato sera abituale. Rivederlo dopo dieci anni mi ha fatto tenerezza e simpatia. Mi sono ritrovato a rigiocare a ping pong dopo secoli,e scoprire che nulla era cambiato:il mio contendente a menare fendenti da una parte all'altra del tavolo e io,un buon metro oltre al suddetto tavolo,a giocare in difesa,lasciandolo fare e rimettendo in gioco la palla dandole traiettorie al curaro,con la piccolina che a mò di kamikaze si schiantava nei pressi della linea bianca avversaria quando non direttamente sullo spigolo per poi morire a terra. Talvolta,se ammorbidivo la mano,la lasciavo baciare la retina verde di metà campo,e lei finiva per rimbalzare come se fosse imbevuta di caffeina una due tre volte sul campo avverso. Finchè non vincevo. Cambiare? Ci ho provato. Una due dieci volte a schiaffeggiare quella palla facendola girare e dandole gli effetti più improbabili,con il risultato di farla navigare a un metro scarso dal tavolo e regalare punti su punti a chi mi stava di fronte. Allora mi sono convinto a stare nuovamente lì,calmo a rispondere aspettando il momento propizio,e talvolta osare qualche colpettino appena appena insidioso. E funzionava. Ecco,il giorno dopo ho capito il perchè ho ottenuto certe cose dalla vita,e il perchè in certi momenti non le ottengo più manco piangendo. Perchè se non sai attaccare è giusto che tu stia in difesa,ad aspettare il momento buono,e quando arriva lo azzanni senza pietà. E quel momento arriva sempre.
postato da: PhantomLord alle ore 12:54 | My Site | commenti (3) |permalink|Ho sempre detestato le situazioni stagnanti,ho sempre cercato la quiete,che non fosse la noia ma quantomeno la tranquillità,quella sensazione distensiva che ti fa guardare avanti e non al prossimo minuto,al prossimo secondo. E invece,per tanti motivi,si naviga a vista,ed è tutto un rassicurare,me stesso a lavoro,gli altri negli hobbies. Intorno a me avverto una sorta di spaccatura. Da una parte c'è chi i bambini li fa,o li farà tra non molto,in una sorta di prosecuzione,di cambio livello della propria esistenza,da figlio a genitore,la catena continua. Dall'altra c'è chi bambino lo è,o torna ad esserlo,la valanga di persone ultratrentenni, a volte ultraquarantenni che continuano,o tornano a fare,la vita adolescenziale fatta di divertimenti,di pensare solo alla prossima cosa da organizzare,di ritorni a casa alle cinque del mattino e del solo ridere e divertirsi,domani chissà. Ovviamente non posso fare parte della prima schiera,innanzitutto perchè non ho una controparte con cui fare progetti ( e come potrei visto il continuo concentrarmi su lavoro e hobbies),ma la sento ormai più affine a me,mentre ho praticamente abbandonato la seconda,che trovo assolutamente fuori tempo almeno per me. Ho avuto una vita "da disco" per quattro cinque anni in cui mi sono assolutamente divertito,ma non sopporto più l'idea di entrare all'una e mezza in un locale e starci tre ore,e il giorno dopo perderlo a recuperare energie e fisico dalla sera prima. Ma la prima schiera è ovviamente già tutta occupata,mentre la seconda mi considera più che altro un brontolone noioso e rompicoglioni...e intanto si va avanti. Fino a quando? Fino alla prossima svolta,che potrebbe essere un cambio lavorativo o un litigio in qualche gruppo. Si vedrà,e intanto la situazione stagna...
postato da: PhantomLord alle ore 07:07 | My Site | commenti (2) |permalink|Splinder Template
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