

EUTANASIA DI UN'AMICIZIA Ci sono amicizie che si lasciano morire...ci sono bottiglie di vino destinate a migliorare con il passare degli anni,ci sono bottiglie a cui basta far prendere aria per rendere gradevole il prodotto,altre che devono essere bevute presto,sul momento,prima che diventino aceto. Perchè il sapore sulla bocca diventa poi man mano pungente,sempre meno piacevole,sempre più acido,al punto da non riuscirne a trattenere sulla bocca neppure una goccia. Ecco,ci sono amicizie che divengono così. Frizzanti,divertenti,splendide,ma man mano che passa il tempo cominciano a prendere aria,e diventano sempre meno gradevoli,al punto da non lasciarti alcun gusto nel migliore dei casi,del grande acidume in bocca in altri. Perchè dagli amici ti aspetti condivisione delle cose,ma non invasioni di campo. Ti aspetti pareri sinceri,non giudizi interessati,talvolta eccessivamente benevoli,altre volte gratuitamente stroncanti. E a quel punto,quando il vino è diventato aceto,per quanto tu legga dell'etichetta prestigiosa,per quanto caro ti sia costata la bottiglia,per quanto ottima possa essere la sua fama,ti resta una sola cosa da fare. Buttarla. Oppure usarlo davvero come aceto,in ogni caso si trasforma e non diventa più un qualcosa da godere nei momenti giusti. Ti resta solo il gusto acido dell'ultimo sorso sulla bocca,e la sensazione di aver lasciato morire qualcosa,senza che,dall'altra parte,non sia stato fatto niente per sistemare la faccenda. Come un contratto scaduto che non viene rinnovato senza neppure comunicare l'intenzione di lasciarti a casa. Allora,con quel sapore in bocca,raccogli le tue cose e semplicemente lasci l'ufficio.
postato da: PhantomLord alle ore 07:45 | My Site | commenti (3) |permalink|Come una band che ha già scritto tutto quello che poteva dare alla musica e mescola il proprio stile futuro con quello passato. Come un cuoco che cerca di creare un piatto nuovo con i rimasugli della dispensa,quel che rimane di altre fantastiche elaborazioni, come loro dicevo,avanzo per la mia strada con appiccicati vari pezzi del mio passato,varie musiche che ho suonato,un bouquet di stili che ho interpretato. Ho gli scarponi di dieci anni fa,che mi erano costati una fortuna e al primo bruciore dei piedi abbandonati per le scarpe da ginnastica,chè lo stile è importante ma la praticità di più. Ho rimesso il berretto di inverni passati con mia madre che mi supplicava di usarlo per evitare il mal di testa,ho,oddio,la sciarpa a coprire un collo che mai come quest'anno ha sofferto il brusco scendere delle temperature. Ho addosso una sensazione di deja-vù,come questi jeans che saranno pure modello nuovo,ma ricordano,e tanto,quelli elasticizzati comprati in centro dieci anni or sono,e pagati in lire più di questi in euro...Cammino prima sulla neve,poi sul ghiaccio,le paure sembrano sotto questa crosta,che grazie a Dio stenta a rompersi,e godo nel lasciarle ancora lì sotto che bussano ma io le percepisco appena,lontane il giusto per non entrare nella mente. Vedo il mondo sempre più lontano,amici che non lo sono ancora o non lo sono più,vedo dispute tra minimal e elettropop,io che sono rimasto alla vecchia commerciale da ballare facendo casino,vedo look stradefiniti,io che prendo la roba dall'attaccapanni,mi curo al massimo di non metterla al contrario e parto. Sono qui,su questo pezzo di ghiaccio,che guardo tutto e tutti in lontananza. Prima o poi si scioglierà,e le mie paure verranno di nuovo fuori. Posso soltanto fare un grosso respiro,e prima del disgelo scendere veloce e preciso,puntando una direzione che al momento non conosco,facendo attenzione a non ribaltarmi,e a fermarmi in tempo,non troppo presto per non farmi prendere dagli incubi e non troppo tardi da finire,isolato,esattamente dalla parte opposta. Il respiro lo sto facendo,tra poco partirò...
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