

IL SILENZIO DELLA FELICITA'
Quando non stai bene ti chiudi e scrivi,la felicità esige silenzio. La felicità la sussurri a chi ti sta vicino e la gridi nel silenzio,altrimenti ti sfugge. La felicità è un elenco di cose normalissime per te straordinarie. Un elenco di persone inaspettate,di colazioni domenicali,di tre di notte fatte a chiacchierare fuori da un pub,di posti dove mangiare e comprare bene,di playstation in famiglia: ritrovi quasi ordinari,compagnie cercate come quei gatti domestici che si spostano dove in quel momento si trova la famiglia,non importa se a letto,a tavola o davanti alla tv. Non ti fa scrivere una riga,ma ti da fiato quando ti senti soffocare. E anche un inverno lungo in arrivo pare fare,questa volta,meno paura.
postato da: PhantomLord alle ore 07:08 | My Site | commenti (2) |permalink|L'ANGOLO DEI FESSI
E'il punto di incrocio tra il corso che taglia il centro città e la piazza principale di Asti. Ha da poco riaperto Il Bar per eccellenza,il Cocchi,dopo un silenzio durato più di un lustro. L'angolo si chiamava così perchè era il punto di ritrovo preferito degli astigiani,fortemente visibile dall'esterno,riconosciuto anche dagli sconosciuti (con la variante più "aperta" della statua di Vittorio Alfieri a centro piazza). L'angolo da cui i single vedevano passare le ragazze che "facevano le vasche" e le commentavano. L'angolo,tornando ai fessi,di chi stava per essere paccato o semplicemente era arrivato troppo presto e aspettava,aspettava,mentre tutti lo vedevano lì,fermo immobile e da solo. Arrivo con un buon anticipo,da buon fesso,e mi tocca aspettare proprio lì. Asti ha appena chiuso in negozi,e in silenzio prepara il venerdi sera. Il centro si è già svuotato e ancora non riempito,gli ultimi "viveur" consumano gli aperitivi al chiuso del bar. Cammino,freddo non fa,fine ottobre e 16 gradi alle otto passate di sera. Tre ragazze stanno davanti a "Motivi" tutte in tiro,parlano tra di loro,dall'altra parte della strada una ragazza colpisce la mia attenzione. Età apparente 25-30 anni,gambe lunghe,fianchi alti,pantaloni stile bleached aderenti infilati in un paio di stivali che paiono anfibi,piumino nero,capelli neri e ricci,occhiali di quel genere trendy che non capisci se valorizza o mortifica il viso,una cartellina in mano. Del genere neolaureata o impiegata con attitudini intellettuali. Guarda chi passa,non si capisce chi o cosa aspetti. Gli sguardi si incrociano,le passo a fianco,è un bel tipo,saremo grossomodo alti uguali,il suo profumo mi accompagna ancora per una decina di metri,forse per la sua pazzesca intensità,forse per i suoi movimenti nervosi di attesa. Proseguo,è ancora presto,vado oltre nei portici deserti. Non incrocio quasi nessuno,se non commesse che chiudono i negozi,proprietari o fidanzati che parlano in mezzo alla porta,salutano e vanno via. Ritorno,le ragazze sono andate via,rimane lei,al telefono. Mi chiedo chi aspetterà. Forse un fidanzato con macchinone o vetturetta di tendenza,di quelli sicuri fino ad essere spacconi. Forse amiche di quelle che rigano drittissimo durante il giorno e poi la sera si scatenano,non lo so. Passo oltre. Arrivo dall'altra parte,torno indietro perchè è quasi l'ora del ritrovo e mi trovo la soluzione del mio dubbio.Una sorpresa. Arriva un tipo alto,sarà sui 45-50,pizzetto da diavolo,stempiato,si ferma a parlare con lei,c'è un duetto quasi da astigiano vs turista. Lui a gesti gli indica un posto,lei segue e fa cenni affermativi con il capo,la mano di lui si muove a indicare spostamenti e luoghi e lei alza la testa per seguirla controbattendo a brevi frasi. Stupore,dopo questo dialogo quantomeno curioso,vanno via insieme,con quasi un metro a dividerli. Ripassano,quasi come se fosse una replica ironica,davanti all'angolo dove aspetto io una volta all'andata e una al ritorno,parlando fitto non si capisce di cosa. E spariscono. Dietro di me tre ragazzi e una ragazza si ritrovano e si presentano,davanti a me arrivano gli amici per il nostro ritrovo. Giù il canapo,inizia la serata.
postato da: PhantomLord alle ore 07:05 | My Site | commenti (1) |permalink|Sapevamo precisamente quando arrivava T. I suoi tacchi risuonavano rapidi e regolari come fossero anfibi portati da militari in marcia,formando una sorta di cadenza. Lei arrivava e in quel preciso istante si fermava l'aria. Non si capiva da dove prendesse quel modo di fare,neppure 19 anni e la sfrontatezza psicologica di chi sa di poter mettere sotto il mondo. Forse dal padre,che a noi risultò sempre antipaticissimo,da cui aveva preso il viso in modo piuttosto smaccato. La sua sfrontatezza presto usciva fuori dalla testa,come acqua che sborda da una catinella,e invadeva il suo aspetto fisico. Piccola non era,T. E soprattutto non erano piccole le sue ossa, e lei non faceva niente per nascondere questo suo abbondare. Non era assolutamente grassa,ma semmai rotonda,prosperosa,abbondante,nel modo classico di tante donne mediterranee che neppure ventenni fanno girare la testa anche agli adulti,che poi si accasano e non ce n'è per nessuno,e finiscono per diventare donnoni la cui bellezza diventa leggenda narrata e basta. Sapeva di essere abbondante e cercava di acuire questo grazie alla sua passione per i tacchi. Mai meno di 6-7 centimetri,e con questi ci lavorava tutto il giorno tra bar e trasferte in ospedale. Era difficile parlare con T. Ti arrivava vicino,squadrandoti con quegli occhi castani grandi come tutto il resto di lei. Ce l'avevi di fronte e tu,nonostante i 4-5 anni in più,perdevi la bussola. Arrivavi a stento alla sua altezza,e fisicamente sapevi di renderle dei chili,e parecchi,per via della tua esilità. Lei avrebbe potuto fare qualunque cosa,dal prendere in giro allo sfidare,al raccontarti la sua vita già più piena e intensa della tua nonostante non avesse ancora la patente,per dire. Invece si limitava al sorrisino,alla battuta anche un po' scontata,sapeva di essere superiore e di molto e non trovava gusto nell'affrontare chi al suo solo arrivo provava soggezione.Eravamo troppo deboli per lei,che puntava in alto,fino a sfidare il padre nelle migliori tradizioni mediterranee. Lui,che non accettava il ragazzo muratore di lei,veniva buggerato con infinite consegne nel tardo pomeriggio,dove,nell'atrio di un reparto ospedaliero o davanti ad un negozio ben nascosto,si vedevano tutti i giorni. Fino a quando,drastica,decise di far saltare il banco con un pargolo. A quel punto la persi di vista. La rividi tre anni dopo circa,quando scese inaspettatamente da un'auto una sera che il bar davanti a casa mia era ancora aperto dopo le 20. Non si accorse del sottoscritto che stava giocando a carte con gli amici. Me ne accorsi io,che entrai nel momento esatto in cui,dopo aver pagato,si era voltata per uscire. Le proporzioni fisiche non erano cambiate,o forse sì,ero pienotto il giusto per potermi avvicinare a stento,esattamente come facevo con l'altezza in ospedale anni prima. Lei sorrise,mi chiese come stesse andando,fece due parole generiche sul fatto che fossero passati tre anni ma eravamo uguali ad allora,sussurrò un "ora scappo" e poi avanzo quasi avventandosi verso di me,che stranamente non arretravo. Due inusuali baci sulla guancia, e poi andò via con il solito passo rapido con cui la conoscevo.
Mai più vista.
postato da: PhantomLord alle ore 07:24 | My Site | commenti (4) |permalink|E' ormai una certezza che devo diffidare da coloro che sorridono in modo smagliante,come il buon Silvio da Arcore. Questa primavera ordinai alcune custodie in legno dal padre di un mio allievo, che si rivelò disponibile dicendo che per i colori l'avrebbe fatto volentieri...la consegna era per metà maggio...slittò ai primi di settembre...poi più nessuna traccia. Un sorriso altrettanto ampio ha accompagnato l'arrivo nel ristorante mio e di una mia amica (che mi aveva consigliato il posto). Bene,a parte un conto da denuncia (nel centro di Siena pagando due euro in meno ho mangiato in un ristorante ricavato da una grotta etrusca,a lume di candela e con i camerieri che ti versavano acqua e Rosso di Montalcino non appena finivi il bicchiere)il solo fatto di averci portato prima l'antipasto e poi dopo dieci minuti il bere sarebbe già stato da mandare in bestia chiunque,se poi ordinato un Arneis arrivi con un bianco da tavola...
Terzo,ma non ultimo,il gioielliere. Sotto Palio vado a fare il ciondolo con lo stemma della Torretta. Vengo accolto da numerosi "tranquillo,ci penso io" con la certezza che il lunedi prima della Corsa i ciondoli sarebbero stati pronti. Ma il telefono non squilla. Vado,a Palio finito e mi viene risposto che "in effetti non ho chiamato perchè siamo stati indietro". Viene posticipata la consegna al 6 ottobre. Mi permetto di dire loro che devo ASSOLUTAMENTE avere il ciondolo entro il 12 ottobre,perchè è il compleanno di mio nipote,un ragazzino di dieci anni a cui avevo promesso un ciondolo identico al mio. Dopo avermi guardato come se avessi dubitato della stessa loro esistenza mi assicurano che entro tale data sarebbero stati pronti. Oggi è il 10 e fino ad ora il telefono ha taciuto...
Non mi sono mai lamentato di queste cose,anche perchè finora nella vita ho avuto più sorprese positive (consegne anticipate,servizi inappuntabili) che negative,anche se,devo dire,pare che la ruota sia girata.... :D
postato da: PhantomLord alle ore 07:19 | My Site | commenti |permalink|AVVERTENZA
Mai parlare con una ragazza di quanto sei dimagrito e/o di quanto pesi. 11 anni fa animavo in un campo estivo dell'oratorio,una ragazza di neppure 13 anni (io ne avevo 22) mi chiese ingenuamente,vedendomi magrolino,quanto pesavo. L'avessi mai detto! Lei abbassò il capo e si lanciò in proclami da dieta drastica. Ci volle tutta la mia calma e il buonsenso per spiegarle che,per uno strano paradosso della crescita,lei si era trovata in seconda media con un fisico da velina mentre io a 22 ero cresciuto (e qui,ricordo bene,rise,perchè definirmi "cresciuto" quando davanti avevo una 13enne alta come me era quantomeno ironico) ma dovevo ancora "farmi fisicamente".
Passano 11 anni,una ragazza che non mi vede da un anno a cena mi chiede se sono dimagrito,aggiungendo un convinto "così stai benissimo". Mai svelare a che quota fermi la bilancia...l'ho vista trangugiare rapidamente la saliva che aveva in bocca per poi gettar fuori un preoccupato "ma non sarà un po' pochino?" (grossa ingenuità,perchè fa capire senza dirlo che lei ci è molto vicino o è addirittura sopra)....
mai parlare di certe cose con una "lei"...!!
postato da: PhantomLord alle ore 08:23 | My Site | commenti |permalink|Splinder Template
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