

ABITUDINE SECONDO ME...
citazione e approfondimento DEL SUO POST
"L'abitudine è il più spietato dei veleni perchè entra in noi lentamente,silenziosamente nutrendosi della nostra inconsapevolezza e quando scopriamo di averla addosso,ogni fibra di noi s'è adeguata,ogni gesto s'è condizionato non esiste medicina che possa guarirci"(cit. Abitudine-lacasadiblanca,link qui sopra)
Non so se sia peggio abituarsi al dolore e portarselo addosso come se fosse una colpa inevitabile,o il rendere meccanico quello che dovrebbe essere un piacere. Preferisco comunque parlare della seconda ipotesi. Ci sono piaceri da cui non si può prescindere,epperò bisogna continuare a considerarli come tali per goderseli appieno. Invece molto spesso te li trascini,talmente sistematici,travolti dagli eventi,dalle nostre aspettative o da quelle altrui,da renderli qualcosa di odioso,una di quelle cose che ti alzi la mattina e dici "oddio devo fare anche questo". Può capitare con un caffè,un profumo che ti metti addosso,i messaggi e le telefonate che fai o ricevi. Tutto questo non porta a niente di buono,carichi il tuo io di obblighi,e ti trascini ciondoloni spuntando mentalmente tutto quello che devi fare,obblighi veri e imposti mischiati,così che spesso adempi a quelli imposti e poi quelli veri restano da fare,in modo frettoloso o addirittura lasciati dietro. Scatta una sorta di assuefazione simile alla droga dietro alla riunione del giovedi davanti alla quale tutti a turno sono assenti ma tu no,dietro al presentarsi al bar ogni santo sabato sera,dietro al fare colazione sempre nello stesso posto. Scatta anche assuefazione nel piacere di stare con gli altri,arrivi stanco a fine giornata,non hai voglia di pensarci e agli amici o alla ragazza che ti chiedono di uscire tu rispondi sì anche solo per evitare le polemiche,ti prepari,ti accorgi di non farcela più e allora giochi di mestiere e prepari la proposta sicura e inattaccabile,quella che non si rifiuta perchè piace,che però alla lunga diventa L'UNICA PROPOSTA. La soluzione? Smetterla di essere sempre affidabili,considerarci umani,rompere gli schemi ogni tanto togliendo meccanicità ai nostri gesti,che oltre a togliere la possibilità di cogliere novità intorno a noi finiscono per toglierci la voglia di apprezzare quelle che ci arrivano addosso,SAPER DIRE DI NO AL MOMENTO GIUSTO.
Tutto facilissimo,in teoria. La pratica,è un'altra cosa.
TI TIRANO LE PIETRE...
"...Tu sei ricco e ti tirano le pietre
Non sei ricco e ti tirano le pietre
Al mondo non c'è mai qualcosa che gli va
e pietre prenderai senza pietà!
Sarà così finché vivrai Sarà così ..."
Se fino allo scorso anno c'era l'ironia del toccarmi la pancia e ridacchiare pensando al "benessere" quest'anno che mettendomi d'impegno ho perso 6-7 chili rispetto agli standard di 365 giorni fa la preoccupazione è diventata che sono deperito. Davvero non va mai bene niente...(ora meno che mai i jeans,ho dovuto riprendere quelli del 2000 :D)
Buon weekend!!
METEOMAN
Sto andando fuori di testa. Negli ultimi tre quattro anni gli inverni sono sempre stati una sorta di incubo,non importa se innevati o bagnati,o semplicemente asciutti. Il freddo nelle ossa,le labbra che cercano disperatamente labelli e burrocacao per evitare l'esplosione,le giornate iniziate alle dieci e finite alle quattro,la voglia di socializzare sottoterra,gli spasmi alle spalle,chè il nervoso ormai gioca una parte importante in me da troppo tempo,e se certe volte è un jolly mica da ridere prima o poi ti chiede i soldi,come l'Enel...
Sono un camaleonte,mi adatto sulle esigenze del momento e piego i miei voleri a quelli delle mie passioni,dei miei interessi. Da ragazzino non vedevo l'ora che piovesse o nevicasse per tuffarmi nel fango,fare scivolate di dieci metri giocando a calcio,tornare negli spogliatoi tutto lercio e far incazzare mamma o nonna di turno che ritrova tutti gli indumenti da gioco grigi e fa intasare la lavatrice. Poi crescendo,la parentesi pallavolistica se ne frega del tempo,chè tanto si gioca uguale,e anzi predilige il freddo moderato,visto che nel frattempo divento delicato al pancino...poi arriva la fase autista,che non è autistica sbagliato,ma proprio dove guido per lavoro,e lì allora due gocce vanno bene,ma va meglio il sole,assolutamente no la neve,roba da ragazzini,mica per gente che lavora e smadonna perchè il tipo con le gomme lisce si è incamminato lo stesso e ora sta sulla mezzeria della statale fermo,e non si passa da nessuno dei due sensi di marcia. Ma soprattutto sono musico e uomo di Palio,e quando le cose coincidono l'acqua la vorresti soltanto di notte,come i sistemi idrici delle rotonde,che alle tre di notte zampillano acqua per non bagnare le auto che passano di giorno. Ecco,una bella pioggia alle tre di notte che non rompe le balle a nessuno. Perchè l'acqua toglie le bandiere dalla piazza,toglie i cavalli dalla piazza,ci fa perdere fonti di reddito e nel qualcaso ci sorprende ad azione in corso ci fa prendere dei gran accidenti.
Sull'acqua la gente guida tendenzialmente male,vuole posteggiare dove non può perchè sennò si bagna,entra come gli pare perchè ha fretta. L'acqua mi ricorda gli inverni che odio da qualche anno a questa parte,tanto che l'unica cosa che mi potrebbe portare via da questo posto è proprio il suo clima invernale. Aspetto la primavera come un bus che è in ritardo,tanto che pensi che lo abbiano soppresso. Aspetti le maniche corte,le scollature,i pantaloni leggeri per te e le scarpe aperte delle ragazze,sull'orario c'è tutto,ma controlli l'orologio e tra cinque minuti c'è già un altro bus che deve passare. Ma forse c'è sciopero...
SVAMPOWER
Se tre indizi fanno una prova,le prove qui fioccano. Urge una dimostrazione scientifica del perchè le ragazze più svampite che conosco facciano tutte quante studi complicatissimi,e ne escano brillantemente. Viceversa quelle molto "concrete" facciano per la maggior parte lavori sottopagati,o non vadano eccessivamente avanti di carriera. Se qualcuno ha una spiegazione,gentilmente la fornisca.
Avere degli argomenti è importante...per questioni tecniche mi presento a fare sei ore da magazziniere,e quindi a tralasciare l'abituale incarico (mansione da tecnico ma vestito da pizzaiolo). Arrivo a lavoro con dei jeans che hanno almeno 7-8 anni,aderenti,strappati su entrambe le cosce...ovviamente sin dalle sei e mezza del mattino mi tempestano di domande su quei pantaloni..
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