

Ci sono saluti che si perdono,che si asciugano e spariscono,come le gocce d'acqua sulla maglietta. Persone che hai conosciuto in un'epoca lontanissima,con cui non hai più niente da spartire,soprattutto se sei un tipo introverso e magari pensi ai fatti tuoi piuttosto che ai destini dell'universo.E dagli scherzi passi alle chiacchierate,ai ciao,ai cenni,e poi un equivoco fa cadere l'oblio sulla faccia dell'altro. Anni in cui non ci si vede,o in cui non ci si vuole vedere. Poi improvvisamente il ritrovo.Casuale. La vicinanza al bancone del bar,le storie raccontate da uno e ascoltate di sfuggita dall'altro,una due tre volte,la porta aperta o le monete cadute per terra e raccolte. Parte un "grazie" distratto. Poi,un mattino,quasi inaspettato,un altro "ciao". A distanza di dieci anni.
Sono cosa che fanno bene...
La freddezza con cui accolgo notizie epocali tipo matrimoni o nascite,da parte di persone con cui ho avuto a che fare in modo molto stretto non è certo dovuta a indifferenza,come magari lascio credere. Il fatto è che nonostante gli anni sono spiazzato da situazioni simili,che si verificano sostanzialmente perchè molte persone intorno a me hanno dato la precedenza a sè stessi piuttosto che ai rispettivi impegni,mentre io lottavo per mantenere fede all'appuntamento di turno (calcio,comitato palio ecc.). E così mentre intorno a me si fidanzano,si sposano e hanno figli io continuo a pensare alle stesse cose di sei anni fa. Niente di male comunque,se non fosse che poi mi sveglio e capisco che qualcosa non va. Non ho mai pensato troppo al matrimonio,e ho pensato ancora di meno ai figli,ma l'ipotesi di abitare insieme a una persona mi aveva sfiorato la capoccia più di una volta,ma esattamente come le nuvole estive che fanno il temporale e poi scappano via anche questa ipotesi era fuggita. A questo 2008 il compito di rispondere alle numerose domande che ho in testa...
postato da: PhantomLord alle ore 07:33 | My Site | commenti (1) |permalink|SONO (QUASI) FUORI DAL TUNNEL
Ci sono notti che paiono non finire mai,albe strangolate da chi ti chiede sacrifici,da chi con viso tristo e spento dice che sarà dura,che bisogna faticare,mentre lì fuori dalla finestra tutto sembra facile. Ci sono mattine in cui non puoi permetterti il lusso di essere rintronato dalla sera prima,ci sono sere dove non puoi permetterti il lusso di stare al bar a ridere come gli altri. Ci sono giorni in cui tutto questo ti appare insensato,ma te ne fai una ragione. Ci sono altri in cui arriva qualcuno e ti dice "oh,è tutto finito". E rivedi la luce. E insieme le macerie di questi diciotto mesi,con vita sociale ridotta a zero,possibilità di relazioni simili a quelle che ha il Cagliari di vincere lo scudetto,e tanti,troppi impegni che la gente non aspetta altro che caricare su di te.Sono fuori dal tunnel. Ma gli occhi,a forza di starci dentro,mi fanno ancora troppo male,troppa luce per me.Spero di abituarmici.
La ragazza aveva 14 anni solo per l'anagrafe. Il viso angelico strideva con la sigaretta in bocca e con gli occhi serrati a metà e presi nella posa che si stava sparando. Lui aveva 21 anni solo per l'anagrafe. Ogni cosa tradiva la sua timidezza,il suo proporsi sperando che andasse tutto bene ma non ne era certo. Eppure lei quella sera puntò su di lui.Anzi puntò lui,costringendolo a chiamarla per ballare solo con gli sguardi,respingendo le richieste altrui e continuando a guardarlo,dicendogli di sì non appena finì la frase. Poi la posa fece il resto.Non appena si accorse che le loro gambe erano della stessa lunghezza lei nel ballo gli si premette contro,caricando tutto il peso del suo corpo nella mano che aveva dietro la schiena di lui per stargli quanto più possibile attaccato.Ogni passo era in sincronia,tanto che si muovevano come una persona sola.L'imbarazzo di lui era palese,ma litigava sia con il suo altrettanto palese piacere,sia con la sorprendente forza di lei che sovrastava i suoi tentativi di divincolarsi.Allora lui,quasi prigioniero, le dava il "la" per parlare e lei iniziò una sorta di monologo sul ragazzo a militare,sulla festa schifosa,sulla sua noia esistenziale. Quella danza durò un paio di pezzi. Quando la musica cessò,lui la riaccompagnò a posto,lei lo ringraziò con un grosso sorriso e due baci.
Un'ora dopo si videro le luci di una macchina fuori dalla casa. Lei si vestì in fretta,attraversò tutta la sala per salutare solo lui,gli diede due baci sulla guancia,gli sussurrò "grazie di tutto,auguri di buon anno",e con passo veloce uscì dalla stanza e dalla sua vita.
QUELLI CHE IL COMPLEANNO...
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